# I 3 motivi per cui il tuo crowdfunding va male!

> Il crowdfunding è una colletta online che spesso viene fatta male. Tra gli errori più gravi: un unico canale di versamento (ProduzioniDalBasso ne ha aperti diversi e ha raccolto oltre 1 milione di euro) e rivolgersi a un pubblico generale, che non esiste. La piattaforma conta poco.

**Nota della redazione:** Articolo dell'anno 2014 - Affidabilità del contenuto: da verificare

- Formato: Guida
- Argomenti: Crowdfunding
- Pubblicato: 12 maggio 2014
- Autore: Riccardo Friede
- Indirizzo: https://fundraisingkmzero.it/crowdfunding/i-3-motivi-per-cui-il-tuo-crowdfunding-va-male
- Licenza: CC BY-NC 4.0, citando Fundraising Km Zero

*\[Quelli nella foto di copertina stanno facendo flessioni per raccogliere fondi ai tempi di Fukushima\]*

Il crowdfunding è una moda (= *"usanza corrente"*) che di fatto è l'acqua calda, ma con un nome diverso. A qualche amante dei tecnicismi verrà la pelle d'oca a leggere la parola *"colletta"*, ma quello è: **chiedere offerte a sostegno di un'iniziativa, rivolgendosi a tante persone per piccoli importi**. Il meccanismo di per sè è talmente semplice e ovvio nel suo funzionamento che non si capisce perché se ne scrivano pagine intere. Anzi, si capisce: perché si è creato un business (quello degli enti profit e non profit che gestiscono i servizi online) che, come è corretto e normale, per crescere fa marketing. Il crowdfunding inteso nell'accezione comune (cioè raccolta fondi per progetti profit o non profit attraverso piattaforme online) è un servizio accessibile proprio perché si è consolidato in formule imprenditoriali. che spingono ad utilizzarlo. I contributi principali di questa scena sono il fare **buona promozione della cultura del dono, facilitare in alcuni casi la raccolta di fondi, rendere realizzabili iniziative** che stavano chiuse nel cassetto.

Insomma, **il crowdfunding può fare bene, ma innegabilmente nella maggior parte dei casi viene fatto male** (*oppure, [può fare del male, ma viene fatto bene e quindi raccoglie... incredibili questi](https://www.indiegogo.com/projects/put-a-satanic-monument-at-ok-capitol), ma danno ragione in particolare al terzo punto di questo articolo!*). Gli **errori frequenti** che individuo sono ...parecchi! E non perderei tempo a fare distinzione tra i progetti individuali, quelli profit e quelli non profit, perché i motivi di successo o insuccesso sono i medesimi. **La piattaforma che scegli per la campagna conta poco** (*a parte per il primo punto!*), se sbagli approccio. A mio modo di vedere ci sono però 3 errori più gravi:

-   **un unico canale di versamento -** [ProduzioniDalBasso l'aveva capito duemila anni prima degli altri](https://www.produzionidalbasso.com): rendi facile la vita a chi vuole sostenerti e apri più canali di donazione! PDB dice: mettiamo a disposizione una piattaforma per comunicare, poi indica in che mod*i* fare la donazione: PayPal, contanti, bonifico... PDB nel silenzio generale così ha permesso la raccolta di oltre 1 milione di €. Le persone donano poco, pochissimo online, lo dice ogni ricerca possibile. E allora perché per la tua campagna di crowdfunding continui a tenere aperto solo quel canale di donazione?
-   **comunicare solo online -** Segue/precede il punto prima: ma perché cavolo restare solo online a spiegare quanto è meritevole, innovativo, utile il tuo progetto? Sarà vero che Facebook costa sempre meno di ogni altro strumento di comunicazione ed è più efficace? Non è che magari uscire al momento giusto sulla stampa locale grazie a un semplice comunicato stampa e parlare un sacco di quello che stai facendo sia ancora meno costoso e molto più efficace? I social integrano la comunicazione, che va fatta via media tradizionali e innovativi assieme! [Padre Gabriele ha raccolto 5000€ di donazioni per una maratona... ancora prima di farla.](http://sportperlavita.blogspot.it/) Ne trovi traccia nel suo blog? Non molto... ma sta funzionando alla grande.
-   **il pubblico non è segmentato:** chi sta raccogliendo molto per ogni singolo progetto? La risposta è: chi ha un sacco di *fan*! E chi di solito ha un sacco di fan? [Musicraiser è nato per le band e sta funzionando bene... oltre 20.000€ con una campagna di crowdfunding è un ottimo risultato](http://www.musicraiser.com/it). Ma mica tutti quanti possiamo fare i musicisti! Il concetto è che, sia musica, sia sociale, sia ambiente, sia politica, sia impresa, sia quel che sia, avere dei segmenti e dei target di pubblico fa funzionare le campagne 100 volte meglio. Per cominciare: stai chiedendo a chi ha già donato? O almeno stai chiedendo a dei segmenti di pubblico credibili? E' la base del marketing... come disse qualcuno: minimizza gli sforzi, massimizza i risultati. Il "pubblico generale" non esiste e se esiste ...non funziona!

**Trovi questi o altri "errori fatali" nelle campagne di crowdfunding che vedi in giro?** Oppure, conosci casi di campagne che hanno funzionato proprio perché hanno fatto diversamente da tante altre? Discutiamone nei commenti!
