# "Come donare bene": un nuovo dialogo coi donatori per competere con le organizzazioni più grandi!

> Luca Stocco, di Benefficienza, spiega l'effective giving: usare le migliori evidenze per generare il massimo impatto con le donazioni, perché alcune organizzazioni hanno un impatto anche 100 volte maggiore della media. Per le piccole e medie organizzazioni è un modo per dimostrare l'impatto e competere con le grandi.

- Formato: Intervista
- Argomenti: Donatori individuali, Comunicazione
- Pubblicato: 13 dicembre 2024
- Autore: Riccardo Friede
- Indirizzo: https://fundraisingkmzero.it/fundraising/come-donare-bene-un-nuovo-dialogo-coi-donatori-per-competere-con-le-organizzazioni-piu-grandi
- Licenza: CC BY-NC 4.0, citando Fundraising Km Zero

**In che modi le piccole organizzazioni possono competere con le grandi** **realtà**, quando si parla di conquistare l'interesse e la fiducia dei donatori?

Evidentemente i modi sono tanti, ma sempre più, specialmente quando ci rapportiamo con donatori istituzionali o che si presentano con la veste di imprese, fondazioni o singoli individui intenzionati a fare grandi donazioni, **la capacità di dimostrare la qualità dell'impatto generato dagli enti sta diventando un fattore decisivo**, **se non essenziale**.

Quando si parla di **"dimostrare l'impatto"**, purtroppo spesso si finisce a parlare di aria fritta, discutendo di modelli teorici, difficili da comprendere e quasi impossibili da applicare.

Fortunatamente, la curiosità ci ha portati a conoscere **Luca Stocco e il suo progetto "Benefficienza**"**.** Loro ribaltano la questione: **partiamo dai donatori e dalle buone pratiche di "effective giving"**, e comprendiamo come questa disciplina possa mettere anche gli **enti più piccoli nelle condizioni di diventare competitivi e attrattivi** nell'arena affollata e chiassosa del fundraising!

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## Ciao Luca! Partiamo a molla: tu ti occupi di *"effective giving"*. Provo a dirlo semplice: *"donare in modo efficace"*. Ci dai una definizione migliore di questa?

Quando parliamo di "*effective giving*", l’idea è **usare le migliori evidenze statistiche disponibili per generare il massimo impatto positivo** **attraverso le donazioni**. Questo è cruciale, perché alcune organizzazioni benefiche hanno un impatto positivo **anche 100 volte maggiore rispetto alla media.**

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## **In particolare, perché questo dovrebbe interessare le piccole e medie organizzazioni italiane? Luca, aiutaci a capire!**

Il fatto più importante da interiorizzare è che ci sono differenze *enormi* tra diversi modi per fare del bene. **A parità di tempo e denaro investiti, alcuni generano un impatto positivo centinaia se non migliaia di volte maggiore**.

*Fonte: Max Roser (2024) - “Many of us can save a child’s life, if we rely on the best data”*

Dato che non abbiamo abbastanza risorse per risolvere subito tutti i problemi del mondo, **è utile concentrarsi sugli interventi più costo-efficaci.** Per farlo, le piccole o medie organizzazioni possono considerare attentamente:

2.  ***La scelta del problema da risolvere***, magari attraverso [questo framework](https://80000hours.org/articles/problem-framework/) sviluppato presso l’università di Oxford.
3.  ***La scelta delle modalità di intervento***, magari attraverso una solida teoria del cambiamento (TDC) basata su evidenza scientifica e assunzioni plausibili.
4.  ***Un sistema di monitoraggio***, per verificare le assunzioni dalla teoria del cambiamento, *e un **sistema di valutazione***, per verificare l’impatto generato.

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## **Ancora più in particolare, perché dovrebbe interessare chi fa fundraising e cura dei donatori? Che applicazioni pratiche puoi suggerire?**

Purtroppo, **non è scontato che tutto il fundraising abbia esiti positivi**. Per chi lavora in questo ambito, è quindi essenziale assicurarsi che i fondi raccolti producano un impatto positivo reale, evitando il rischio di sostenere interventi inefficaci o addirittura dannosi.

Inoltre, le **valutazioni d’impatto**, specie se indipendenti, offrono un forte segnale di trasparenza e affidabilità, aumentando la fiducia dei donatori e riducendo il rischio di sprechi.

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## **Che tipo di autocritica costruttiva l'"effective giving" può suggerire alle piccole e medie organizzazioni?**

Il "mercato" della beneficenza rischia di essere poco efficiente. **A differenza dei clienti delle aziende, i donatori non percepiscono immediatamente la “qualità del prodotto”, cioè l'impatto delle loro donazioni.** Spesso, le uniche informazioni che i donatori ricevono derivano dal marketing dell’organizzazione stessa. Questo può far sì che degli enti continuino a raccogliere fondi e operare anche in assenza di un impatto significativo, se sono bravi a promuoversi.

Le valutazioni d'impatto – specialmente se condotte da valutatori indipendenti – aiutano a riallineare gli incentivi, mostrando in modo trasparente il costo e i risultati dei programmi.

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## Luca, lasciaci **delle raccomandazioni finali sulle buone pratiche di "effective** giving" da integrare nelle strategie dei nostri enti

A livello dell'ente, è importante mantenere una mente aperta e **riconoscere che potrebbero esserci interventi più costo-efficaci rispetto a quelli attuali.** Cercare attivamente queste opportunità può moltiplicare notevolmente l’impatto generato con le risorse disponibili.

A livello del settore non profit, sarebbe auspicabile vedere un aumento delle valutazioni indipendenti basate sull’impatto, **fornendo così ai donatori la possibilità di fare scelte informate**. C’è ancora tanta strada da fare!

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## **Grazie Luca! Ora raccontaci di te e di Benefficienza...**

(Immagine: luca stocco beneficcienza valutazione impatto)

Ho seguito un percorso multidisciplinare, con una triennale in Scienze e Tecnologie Multimediali, una magistrale in Politics, Philosophy and Public Affairs, e un’esperienza formativa nell’incubatore di [Ambitious Impact](https://www.ambitiousimpact.com/aim-effective-giving), spesso definito il *Y Combinator del non profit*.

(Immagine: luca stocco beneficcienza valutazione impatto)

Ho fondato [Benefficienza](https://benefficienza.it/) per portare le pratiche dell'effective giving in Italia. Siamo una non profit con la missione di aiutare chi dona a fare più bene possibile, fornendo consulenze e consigli di donazione basati su studi scientifici e analisi di valutatori indipendenti.

Benefficienza si basa sulle ricerche di [GiveWell](https://www.givewell.org/) per aiutare i donatori a fare scelte informate.

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## **Ancora un ringraziamento a te Luca per gli approfondimenti e il tempo che hai dedicato alla comunità di chi fa raccolta fondi "nel piccolo".** **Qui alcune risorse per chi vuole approfondire:**

-   Video divulgativo di Benefficienza: ["Stai sprecando il 99% della tua generosità?"](https://www.youtube.com/watch?v=Ih4zAagNsBM)
-   Articolo tratto dal sito di Beneficcienza: ["Molti di noi possono salvare la vita di un bambino, se ci affidiamo ai dati migliori"](https://benefficienza.it/molti-di-noi-possono-salvare-la-vita-di-un-bambino-se-ci-affidiamo-ai-dati-migliori/)
-   Grafico: Fonte: Max Roser (2024) - [“Many of us can save a child’s life, if we rely on the best data”](http://'https://ourworldindata.org/cost-effectiveness').
