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Il fundraising per la cultura e i musei, tra biglietti e donazioni: il caso del Museo Egizio

Nel 2020 il Museo Egizio ha iniziato a strutturare la propria raccolta fondi da individui. 

Nell’evoluzione di questo percorso, da novembre 2023 fino a marzo 2024 il Museo Egizio ha impiegato un innovativo totem donativo, per offrire inedite e moderne possibilità di donazione ai propri visitatori. 

A un paio di mesi dalla conclusione di questa esperienza, per tirare le fila torniamo da Michele Drocco, fundraiser del Museo Egizio nell’Area Progetti, Sviluppo e Fondi Europei. 

Michele racconta che il Museo Egizio ha avviato la raccolta fondi da individui per dare sostenibilità a tutte le sue attività: dalla ricerca scientifica al restauro dei beni archeologici. 

Il fundraising al Museo Egizio nasce per sostenere l’organizzazione di quelle iniziative il cui costo non è coperto dal prezzo del biglietto. Occasioni però importanti, che portano i visitatori anche oltre la pur ricca esperienza della visita, richiama Michele. 

Il lancio del programma di membership, prima iniziativa rivolta agli individui del Museo Egizio, è stato un successo che ha quadruplicato i suoi numeri in circa tre anni. 

sorto il desiderio di sperimentare un ulteriore avvicinamento al pubblico dei visitatori del museo attraverso l’utilizzo di un totem dedicato alla raccolta di donazioni. 

La Donation Box (clicca qui per approfondire) è stata posizionata nell’ultima sala e, aveva come scopo quello di osservare su un grandissimo numero di persone quando e come il visitatore decide di esprimersi anche come donatore. 

La Donation Box versione Totem è facile da utilizzare: si posiziona in un punto ad alta frequentazione possibilmente con la presenza, in alcune date e fasce orarie, di una persona (volontario, personale di sala o di segreteria…) che spieghi il valore di una donazione in maniera calda e chiara. Tuttavia, anche in assenza di una persona la Donation Box Totem risulta comunicativa ed efficace. 


Alla fine di questa esperienza, attraverso il totem donativo:

  • sono state versate 154 donazioni; 
  • sono stati versati tagli tra 5€ a 50€, con una nettissima maggioranza delle piccole cifre; 
  • sono state raccolte 108 anagrafiche (il 70% dei donatori). 

Tutto ciò è avvenuto senza stimoli e senza richieste dirette da parte di personale del Museo, volontario o retribuito. 

Quando chiediamo a Michele che cosa avrebbe fatto diversamente a posteriori, ci ha ricordato che l’ente ha iniziato da poco più di tre anni a fare fundraising da individui: questo fa sì che le strategie e le modalità di attivazione del singolo in generale vadano affinate. 

Michele parte da una considerazione del tutto centrale: donare ai musei è una pratica poco diffusa in Italia. Guarda a quello che è accaduto nei 4 mesi di noleggio del totem donativo, e lo raffronta con l’esperienza vissuta alla Natural History Museum di Londra: lì non c’è biglietto d’ingresso, ma all’ingresso ti viene chiesto di donare: “E ti dirò, lo fai anche volentieri”, commenta. 

Secondo Michele, questo è un aspetto culturale: nel momento in cui si paga un biglietto, il visitatore ha la percezione di aver già contribuito a sostenere le attività del Museo. 

Dall’altro lato il totem di donazione è stata un’occasione per il Museo Egizio per porsi in maniera più donor-friendly all’interno degli spazi espositivi. Seguendo sempre un esempio della capitale inglese, nella Tate Modern sono presenti molti dispositivi per donare e numerosi disclaimer che raccontano il valore del gesto. 

Michele continua affermando che, a prescindere da queste osservazioni, l’esperienza del totem è stata assolutamente positiva in termini di acquisizione di contatti e di sperimentazione

Inoltre, evidenzia ancora che la Donation Box(clicca qui per saperne di più) non ha previsto costi/uomo o impegno aggiuntivo per il personale. 

Il totem donativo è uno strumento che ha dato nuovi spunti alla raccolta fondi da individui, specialmente tenendo conto del rinnovamento dei locali che il Museo vivrà nei prossimi mesi.

La Donation Box ha fatto riflettere su come favorire e stimolare la donazione da individui all’interno delle sale del Museo Egizio, tra esperienze di “phygital fundraising” (donazione digitale dal vivo) e di “gamification” (esperienza ludica e interattiva). 

Il Museo Egizio sta perseguendo l’obiettivo di divenire un polo museale gratuito entro il 2028, per rendere la cultura fruibile e accessibile a chiunque. Proprio in quest’ottica, dotarsi di strumenti innovativi e adatti alla raccolta fondi, unitamente a un’efficace strategia di comunicazione, è fondamentale. 

Grazie Michele e…avanti tutta, Museo Egizio! 


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