# Il fundraising per la cultura e i musei, tra biglietti e donazioni: il caso del Museo Egizio

> Michele Drocco, fundraiser del Museo Egizio, racconta come dal 2020 il museo ha strutturato la raccolta fondi da individui: la membership, quadruplicata in circa tre anni, e il totem Donation Box nell'ultima sala, usato da novembre 2023 a marzo 2024 con volontari o personale che spiegano il valore della donazione.

- Formato: Intervista
- Argomenti: Donatori individuali, Digitale e social
- Pubblicato: 20 giugno 2024
- Autore: Redazione
- Indirizzo: https://fundraisingkmzero.it/fundraising/il-fundraising-per-la-cultura-e-i-musei-tra-biglietti-e-donazioni-il-caso-del-museo-egizio
- Licenza: CC BY-NC 4.0, citando Fundraising Km Zero

Nel 2020 il Museo Egizio ha iniziato a strutturare la propria raccolta fondi da individui.

Nell’evoluzione di questo percorso, da novembre 2023 fino a marzo 2024 **il Museo Egizio ha impiegato un innovativo totem donativo**, per offrire inedite e moderne possibilità di donazione ai propri visitatori.

A un paio di mesi dalla conclusione di questa esperienza, per tirare le fila torniamo da **Michele Drocco, fundraiser del Museo** **Egizio** nell’Area Progetti, Sviluppo e Fondi Europei.

Michele racconta che il Museo Egizio ha avviato la raccolta fondi da individui per **dare sostenibilità a tutte** **le sue attività:** dalla ricerca scientifica al restauro dei beni archeologici.

Il fundraising al Museo Egizio nasce per **sostenere l’organizzazione di quelle iniziative il cui costo non è coperto dal prezzo del biglietto**. Occasioni però importanti, che portano i visitatori anche oltre la pur ricca esperienza della visita, richiama Michele.

Il lancio del programma di *membership*, prima iniziativa rivolta agli individui del Museo Egizio, è stato un successo che ha quadruplicato i suoi numeri in circa tre anni.

**sorto il desiderio di sperimentare un ulteriore avvicinamento al pubblico dei visitatori del museo attraverso l’utilizzo di un** **totem** dedicato alla raccolta di donazioni.

La [**Donation Box** (clicca qui per approfondire)](http://www.donationbox.it) è stata posizionata nell'ultima sala e, aveva come scopo quello di **osservare su un grandissimo numero di persone quando e come il visitatore decide di esprimersi anche come donatore.**

**La Donation Box versione Totem è facile da utilizzare:** si posiziona in un punto ad alta frequentazione possibilmente con la presenza, in alcune date e fasce orarie, di una persona (volontario, personale di sala o di segreteria…) che spieghi il valore di una donazione in maniera calda e chiara. Tuttavia, **anche in assenza di una persona la Donation Box Totem risulta comunicativa ed efficace.**

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## Alla fine di questa esperienza, attraverso il totem donativo:

-   sono state versate **154 donazioni;**
-   sono stati versati **tagli tra 5€ a 50€,** con una nettissima maggioranza delle piccole cifre;
-   sono state raccolte **108 anagrafiche** (il 70% dei donatori).

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Tutto ciò è avvenuto **senza stimoli e senza richieste dirette da parte di personale del Museo,** volontario o retribuito.

Quando chiediamo a Michele che cosa avrebbe fatto diversamente a posteriori, ci ha ricordato che l’ente ha iniziato da poco più di tre anni a fare fundraising da individui: questo fa sì che le strategie e le modalità di attivazione del singolo in generale vadano affinate.

Michele parte da una considerazione del tutto centrale: donare ai musei è una pratica poco diffusa in Italia. Guarda a quello che è accaduto nei 4 mesi di noleggio del totem donativo, e lo raffronta con l’esperienza vissuta alla *Natural History Museum* di Londra: lì non c’è biglietto d’ingresso, ma all’ingresso ti viene chiesto di donare: *“E ti dirò, lo fai anche volentieri”,* commenta.

Secondo Michele, questo è un aspetto culturale: nel momento in cui si paga un biglietto, il visitatore ha la percezione di aver già contribuito a sostenere le attività del Museo.

Dall’altro lato il totem di donazione è stata un’occasione per il Museo Egizio per porsi in maniera più ***donor-friendly all’interno degli spazi espositivi.*** Seguendo sempre un esempio della capitale inglese, nella Tate Modern sono presenti molti dispositivi per donare e numerosi *disclaimer* che raccontano il valore del gesto.

Michele continua affermando che, a prescindere da queste osservazioni, **l’esperienza del totem è stata assolutamente positiva in termini di acquisizione di contatti e di sperimentazione**.

Inoltre, evidenzia ancora che la [**Donation Box**(clicca qui per saperne di più)](http://www.donationbox.it) **non ha previsto costi/uomo o impegno aggiuntivo per il personale.**

Il totem donativo è uno strumento che ha dato **nuovi spunti alla raccolta fondi da individui**, specialmente tenendo conto del rinnovamento dei locali che il Museo vivrà nei prossimi mesi.

La Donation Box ha fatto riflettere su **come favorire e stimolare la donazione da individui** **all’interno delle sale** del Museo Egizio, tra esperienze di “*phygital fundraising” (donazione digitale dal vivo)* e di “*gamification”* (*esperienza ludica e interattiva*).

Il Museo Egizio sta perseguendo l’obiettivo di divenire un polo museale gratuito entro il 2028, per rendere la cultura fruibile e accessibile a chiunque. Proprio in quest’ottica, **dotarsi di strumenti innovativi e adatti alla raccolta fondi, unitamente a un’efficace strategia di comunicazione, è fondamentale.**

*Grazie Michele e…avanti tutta, Museo Egizio!*

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