# Quel che devi imparare dalla Colletta Alimentare e riapplicare alla raccolta fondi del tuo piccolo o medio ente

> Riccardo Friede analizza comunicazione e organizzazione della Colletta Alimentare, vissuta da volontario, per ricavarne trucchi del mestiere per una piccola o media organizzazione. In un giorno l'evento coinvolge oltre 10.000 supermercati, 150.000 volontari e 5.000.000 di donatori, per quasi 7.500 tonnellate di cibo.

- Formato: Guida
- Argomenti: Volontariato, Comunicazione, Donatori individuali
- Pubblicato: 20 novembre 2024
- Autore: Riccardo Friede
- Indirizzo: https://fundraisingkmzero.it/fundraising/quel-che-devi-imparare-dalla-colletta-alimentare-e-riapplicare-alla-raccolta-fondi-del-tuo-piccolo-o-medio-ente
- Licenza: CC BY-NC 4.0, citando Fundraising Km Zero

In questo articolo trovi una serie di **"trucchi del mestiere" organizzati per argomenti**, che puoi prendere e riapplicare alla raccolta fondi della tua piccola o media organizzazione.

L'oggetto dell'analisi da cui traiamo lezioni e spunti è **l'organizzazione in termini di comunicazione e fundraising** dell'annuale **Colletta Alimentare**, una grandissima **raccolta organizzata di generi alimentar**i, a cui anche quest'anno - come da tantissimi anni - ho partecipato come volontario (tecnicamente: "capo equipe" in un piccolo supermercato vicino a casa).

***"Ma io voglio raccogliere denaro, mica cibo!"***

Bada bene: durante la colletta non si raccoglie denaro, bensì cibo. Tuttavia, **tutte le buone pratiche che rendono efficace la richiesta di donare alimenti, può essere applicato con pari efficacia alla richiesta di denaro.**

***"Tra tante iniziative da studiare, perché proprio la Colletta Alimentare?"***

Se conosci già la Colletta Alimentare, la curiosità ormai ti avrà assalito, eheh!  
Se non conosci la Colletta Alimentare, beh sappi che

la Colletta Alimentare promossa e coordinata dalla Fondazione Banco Alimentare è **il più grande evento di solidarietà, di promozione del dono e di volontariato in Italia**: in **un solo giorno** (un sabato di novembre), abbiamo oltre **10.000 supermercati** coinvolti come ospiti di **150.000 volontari** che accolgono oltre **5.000.000 di donatori** di alimenti.

oltre **10.000 supermercati** coinvolti come ospiti di **150.000 volontari** che accolgono oltre **5.000.000 di donatori** di alimenti, per un totale di quasi **7.500 tonnellate di cibo donato** ogni anno.

In tal senso, puoi considerare la Colletta Alimentare come **la più grande e più partecipata iniziativa di fundraising in Italia**, tanto per numero delle persone coinvolte, quanto per valore della raccolta di alimenti donati.

Puoi sentire questa iniziativa più o meno vicina alla tua sensibilità... tuttavia per certo dall'organizzazione della comunicazione, del fundraising e del volontariato della Colletta **c'è tutto da imparare.**

**"Cosa c'è da imparare dalla Colletta?"**  
**Ecco l'analisi**!

Di seguito trovi l'analisi organizzata per area tematica dei "segreti" che rendono così di successo la Colletta Alimentare.

**COMUNICAZIONE: VALORI, VISIONE, MISSIONE**

**I riferimenti sono solidi, espliciti, limpidi**: il messaggio adottato come sintesi del sentimento di questa iniziativa è il Messaggio per la VIII Giornata Mondiale dei Poveri di Papa Francesco.

La radice cattolico-cristiana dell'iniziativa è resa manifesta, ma l'apertura è del tutto laica e inclusiva: **"Condividere i bisogni per condividere il senso della vita"** è il motto/claim della campagna.

Le riunioni di zona preparatorie possono (non devono, ma possono) aprirsi con una **preghiera**, così come si apre tipicamente con una preghiera in compresenza alle 7:30 il sabato della Colletta.

**C'è il rischio di non piacere** a qualcuno, la chance di essere classificati "bene" o di essere giudicati "male" per queste espressioni così limpide e oneste?

Certamente si può non piacere, ma **il tentativo di piacere a tutti per un ente non profit è vano e scadente**, perché comporterebbe a tradire parti di sé.

Meglio piacere a meno persone, ma avere **la forza attrattiva per coinvolgere meglio.**

**COMUNICAZIONE PER IL FUNDRAISING**

**Pochi preamboli:** lo scopo principale della comunicazione è invitare a donare cibo nel giorno della Colletta Alimentare.

Gli elementi su valorialità, visione, missione, impatti dell'iniziativa e dell'attività generale del Banco Alimentare sono ben presenti ma vengono: utilizzati come **singole parole chiave** nell'ambito dell'appello ed evocati tramite immagini che corredano l'appello; destinati a momenti di comunicazione specifica e separata, **senza "invadere" lo spazio dell'appello**; messi in ordine dopo l'appello.

In sostanza: l'appello è in prima fila e al centro, il resto fa contorno e **non c'è nessuna titubanza o vergogna nell'essere così diretti e asciutti.** Aiutare le persone più povere a La tua organizzazione, quando comunica per il fundraising, dovrebbe fare lo stesso!

**COMUNICAZIONE: OBIETTIVO** **& PROMESSA**

Anche qui vanno **dritti al punto:** *"L’obiettivo di questo evento è sensibilizzare la società civile sul problema della povertà"*. Niente lunghe perifrasi, il giusto spazio distribuito tra parole semplici, elementari e chiare.

La Colletta fa **una promessa inequivocabile**: sostenere le persone in povertà nei loro bisogni alimentari. Non si spinge oltre, cioè non argomenta sulle cause politiche di questa povertà e sugli squilibri del sistema socio-economico. Questo può sembrare un "volare basso", ma d'altra parte **l'impatto sul breve periodo essendo così circoscritto può realizzarsi "qui e ora"**.

Sebbene avere un pensiero aperto sulle cause dei problemi che la tua organizzazione affronta sia prezioso, **non per forza devi esporti fino al punto di manifestare l'intenzione di eradicare le radici dei mali che affronti** **col tuo ente non profit**. Altri enti potrebbero svolgere quella funzione specifica meglio di te, magari assieme a te.

**COMUNICAZIONE: IL MECCANISMO UNICO**

Anche i più clienti più reticenti nei supermercati offrono uno spazio di dialogo quando chiedono: *"Ma dove va a finire questa raccolta?"*. **L'argomento che li convince sta nella descrizione del "meccanismo unico**", cioè il modo particolare che il Banco Alimentare ha scelto per adempiere alla sua missione.

Il Banco raccoglie il cibo, ma **per raggiungere concretamente le persone in povertà si affida ad enti non profit, religiosi e para-pubblici accreditati** **e monitorati** nelle zone in cui avviene la raccolta, che si prendono carico e responsabilità di distribuire direttamente, o cucinare e servire il cibo.

Il Banco fornisce i generi alimentari, gli enti nei territori fanno l'ultimo miglio, perché essi hanno una conoscenza delle persone e dei loro bisogni sicuramente enormemente migliore, e perché il lavoro di squadra in questa dimensione rende immensamente più efficace ed efficiente l'azione.

**Descrivendo il meccanismo unico** *"raccolta nei supermercati >> stoccaggio nei magazzini di zona >> distribuzione ragionata agli enti territoriali >> fornitura a chi ha bisogno"* si offrono **elementi razionali che rassicurano e convincono** sul buon fine della campagna.

A riprova che nel dono il cuore e la pancia da soli non sempre sono buoni motivatori!

**APPELLO/RICHIESTA: ESEMPI DI DONAZIONE**

Durante la Colletta vengono suddivisi e catalogati con rigore 13 generi di alimenti. Tuttavia, **i messaggi promozionali indicano come esempi solo una piccola parte di essi** (5 su 13).

Questa è un'ottima pratica che dovresti seguire in tutti i sensi: fare degli esempi di donazione è sempre necessario. **Fare pochi esempi di donazione è meglio**, anche quando il tuo fabbisogno e progettualità comprende molte più voci.

Così come avviene per la Colletta, fai al massimo 4 proposte ben diverse per tenore (es: olio, pasta) e importo corrispondente (es: 10€, 1€) così che **ognuno si senta libero di decidere quanto contribuire secondo il proprio desiderio e le proprie possibilità.**

**APPELLO/RICHIESTA: L'AZIONE SUL CAMPO**

Donare deve essere reso facile: letteralmente, devi **attrezzare il tuo potenziale donatore affinché compiere il gesto del dono sia semplice, rapido e senza alcun tipo di "peso" psicologico ed emotivo**. Per questo, all'ingresso del supermercato ogni cliente viene avvicinato con:

A) una formula flash di appello (la richiesta diretta): *"Buongiorno, può partecipare alla Colletta Alimentare lasciando una piccola spesa"*, *"Partecipi alla Colletta, anche un pacco di pasta è prezioso", "Può aiutare persone in povertà donando qualche alimento"*, etc

B) un volantino che indica quali alimenti vengono preferiti (gli esempi di donazione), così da **orientare al dono** *(è l'equivalente di una lettera, una brochure, un'email...)*

C) un **sacchetto** **brandizzato Banco Alimentare** (lo strumento donativo)

D) larghi **sorrisi** (donor care)

E) **pettorine di riconoscimento** quali volontari della Colletta Alimentare (trasparenza)

Questo tipo di processo può essere replicato in ogni ambiente (virtuale e fisico) e situazione (nella tua sede, nel tuo sito, durante un evento...): esistono così **tanti strumenti fisici e digitali (e vecchie buone maniere!) per accorciare la distanza tra il donatore e il dono** che c'è l'imbarazzo della scelta!

**DONOR CARE / CURA DEI DONATORI**

Quando all'uscita del supermercato i clienti consegnano la spesa ai volontari, i donatori ricevono:

A) un **biglietto/segnalibro** con scritto "Grazie!"

B) un **sacco di sorrisi** e "Grazie di cuore!", "Grazie mille!", etc detti a voce festosa

C) l'evidenza che **il loro cibo viene diviso e custodito con cura** nei pacchi lì sul momento

D) la **soddisfazione** di vedere che la raccolta totale sta crescendo grazie alla loro partecipazione, scatola su scatola

E) **un po' di sana motivazione quando gli pare di aver fatto poco:** *"Un pacco di pasta le pare poco? Guardi che per chi lo riceverà è un aiuto prezioso!"*

Tutti ricevono le stesse cose, ma è anche vero che quando arriva un carrello mezzo pieno o una borsa più pesante **è bene ed è uso spendersi un po' di più in cortesie**.

**DONOR EXPERIENCE**

Che tipo di esperienza vive la persona che da cliente di fretta diventa un donatore contento? Naturalmente la risposta è del tutto soggettiva, e bisognerebbe chiederlo ad ogni donatore della Colletta!

Tuttavia, l'occhio e l'orecchio su centinaia di persone coinvolte in quell'unica giornata, riconoscono **alcuni elementi generali**:

A) alle porte d'ingresso del supermercato **sono rare le persone che rispondono al sorriso** dei volontari con un altro sorriso. In generale sembra che l'intenzione sia tutta sul fare la propria spesa, su di sè. Niente di male, di fatto **la Colletta interviene a interrompere un loro momento e programma** e **non è detto affatto che in prima battuta questa interruzione sia gradita**. Ma il fundraising è chiedere e proporre, senza girarci troppo attorno.

B) sono rarissime le persone che rispondono male e in modo scortese. Chi è del tutto contrario passa avanti ignorando tutto e tutti. Chi è **astioso di solito può essere gestito** parlandoci assieme (raccogliendo, per le parti che interessano, valori, missione, impatti, promessa, meccanismo unico...), per moderare toni ed emozioni, meglio ancora **rinunciando al proposito di far cambiare idea** per "vincere" nella situazione. Se il fundraising è **rispetto della libertà altrui**, va considerata anche la libertà di non donare e di pensare che la proposta sia sbagliata, fastidiosa, inopportuna.

C) chi dona, poco o tanto, **vive emozioni molto positive**. Te lo dicono? Certamente no, ma **occhi, volti, tono della voce**, **parole usate**, restituiscono questa dimensione di **allegria, serenità, affetto**.

D) **chi dona sente di aver fatto una cosa giusta e di averla fatta assieme ad altri** e perciò i volontari ricevono SEMPRE ringraziamenti e incoraggiamenti da parte dei donatori.

Un'esperienza breve, perché dura il tempo di una spesa, ma **intensa e memorabile**, che sicuramente lascia una traccia e un ricordo positivo del dono e del Banco Alimentare.

**TRASPARENZA**

C'è da porsi il problema della trasparenza anche quando raccogli alimenti, così come avviene con la raccolta di denaro in donazione? Certamente!

Alla richiesta di informazioni sul buon fine e buon uso delle donazioni di alimenti, lo strumento migliore è **l'elenco suddiviso per provincia degli enti accreditati che distribuiscono o usano il cibo donato.**

Le persone ricevono così evidenza del fatto che enti dello strettissimo territorio sul quale si svolge la Colletta sono identificati e raggiungibili liberamente per chiedere i riscontri desiderati.

Sul fronte della comunicazione di massa, **i dati sulla raccolta complessiva del sabato della Colletta vengono diffusi la mattina dopo**, e alla chiusura del supermercato in cui ha prestato servizio il volontario referente deve affiggere **un poster su cui scrive il peso totale della raccolta avvenuta in quel singolo punto vendita**.

**VOLONTARI: RICERCA**

Il Banco Alimentare può contare stabilmente sul contributo appassionato e professionale di **circa 2.000 volontari in tutta Italia. Ma nel giorno della Colletta diventano 150.000!** Com'è possibile?

Anziché cercare solo "i propri volontari" e in via permanente, la Colletta **si appella a una miriade di gruppi formali ed informali, istituzioni pubbliche e private, comuni cittadini** **e in generale** **a realtà organizzate** per auto-organizzarsi nel coinvolgere un numero sufficiente di volontari per la copertura di turni di un paio d'ore nel supermercato di zona.

La **richiesta di copertura è molto specifica** (coprire un paio d'ore, una mattina o un pomeriggio) così come il **numero di persone** da reclutare (4 per turno, 10 per turno... a seconda della dimensione del punto vendita).

Servono anche **volontari specializzati**, che vengono ricercati dove è più ovvio trovarli (esempio: i trasportatori devono possibilmente anche avere un mezzo come un furgone, per cui la ricerca avviene in magazzini, aziende di logistica, etc).

I ruoli assegnati (distribuire borsette, dare i grazie, pesare la merce...) e lo scopo/missione (raccogliere per sostenere persone in povertà) sono comunicati con un **anticipo di un paio di mesi**. Cosa si può prendere da qui?

Le **dinamiche di comunità**, e cioè: è vero che tutti siamo impegnati, ma è anche vero che a fronte di una iniziativa di interesse comune tra enti e gruppi del territorio ci si può ben dare una mano!

**VOLONTARI: COORDINAMENTO, FORMAZIONE**, **CONDIVISIONE**

La struttura di gestione dei volontari è a **livelli di responsabilità crescente**. C'è gerarchia funzionale e ognuno, stante le proprie responsabilità, ha funzione e luogo.

Essendo la Colletta organizzata territorialmente, i referenti dei volontari a scalare sono strutturati su: nazionale >> regionale >> provinciale >> zonale >> singolo supermercato.

Trattandosi di responsabilità molto rilevanti, il comportamento dei referenti è **molto fermo e indicativo:** *"C'è da fare questo, si fa così, entro questo tempo, questi i tempi e i modi".*

Lo **spazio per la libera iniziativa è sostanzialmente nullo** all'interno dei processi che riguardano il sabato della Colletta Alimentare, ma si conserva per le iniziative collaterali di cui parleremo successivamente.

Le **regole di presenza e di stile** nei supermercati sono precise: in particolare, **è chiarito subito cosa NON si deve fare**, come ad esempio NON accettare denaro, NON accettare doni in regalo per i volontari... i clienti dei supermercati vanno informati della cosa, ringraziati e invitati a limitarsi alla spesa da donare al Banco.

Tutti i 150.000 volontari ricevono nei 2 mesi di preparazione **aggiornamenti almeno settimanali** sul procedere dell'organizzazione dell'evento, a mezzo: Whatsapp, email e riunioni dedicate ai responsabili di zona. I dati della raccolta effettuata vengono inviati spesso la **sera del sabato della Colletta**.

In tanti anni, ho sempre sentito e letto **tantissimi "Grazie!"** e messaggi motivanti e riconoscenti. Nessuno riceve nulla come "pensiero" o compensazione per la partecipazione.

**Il senso e lo spirito della Colletta** viene ben trasmesso per mezzo dei messaggi scelti e momenti di riflessione online e in presenza a cui si viene invitati con pari cura di quanto avviene per la parte più "materiale" dell'iniziativa.

**PARTECIPAZIONE & PASSAGGIO GENERAZIONALE**

Come si fa a coinvolgere le nuove generazioni, gli estranei, quelli che "ci piacerebbe che" nella Colletta? **Anche lasciando fare** **secondo creatività**, stante la chiarezza sull'obiettivo e su alcune regole di conduzione della raccolta.

E' possibile infatti **organizzare iniziative collaterali** che in inseriscono nel tracciato della Colletta, come ad esempio e in particolare: raccolta nelle scuole e nei luoghi di lavoro, nel vicinato, in parrocchia, cioè fuori dal luogo fisico del supermercato e in anticipo rispetto al sabato della Colletta.

Tuttavia, se si aderisce con queste iniziative alla Colletta nazionale, per comunicarle il Banco chiede che venga utilizzato il materiale di comunicazione digitale e cartaceo reso disponibile nel sito istituzionale e rivolgendosi ai volontari referenti.

In questo modo, si riesce a raggiungere con lo spirito e gli obiettivi della Colletta **chi per preferenza o per comodità vuole un po' fare da sé**, e non troverebbe altrimenti spazio e margine nei confini della Colletta.

Queste iniziative sono facilitate e promosse dal Banco Alimentare, che **tuttavia non entra nella gestione particolare di nessuna**, ma ogni promotore sa per certo che avrà le spalle coperte dall'ombrello di un evento nazionale che garantisce **serietà, autorevolezza e trasparenza.**

*"Largo ai giovani"* per dirla con un motto, **dando loro il supporto perché possano incidere e impattare** nei propri contesti e verso uno scopo comune.

**CONCLUSIONI**

Spero che questo articoli di analisi ti sia piaciuto!

Per trarne valore, **prendi i vari paragrafi e ragiona su come riapplicarli al caso della tua organizzazione** e alle vostre campagne.

Come dicevamo, alla fine non c'è differenza sui passaggi e sugli elementi che abbiamo descritto: che tu voglia raccogliere firme, raccogliere beni, raccogliere denaro, **processi e componenti sono identici in ogni scenario. Quel che cambia è solo la richiesta finale che fai** ("firma", "dona cibo", "dona €", per dirla un po' dritta e per capirci).

La "prova provata" del fatto che davvero è tutto riapplicabile sta qui... nell'ambito della raccolta di donazioni c'è già un canale del tutto analogo ai modi della Colletta: la raccolta fondi face to face svolta dai dialogatori. Esamina bene, si assomigliano al 95% e più per cento!

**UNA LEZIONE SU TUTTE**

Una lezione su tutte per la tua piccola o media organizzazione? **Stare tra le gente!** Stare tra i volontari, stare nel territorio, stare tra gli estranei, stare per strada **è nella maniera più pura fare fundraising!**

**Tutto quel che è digitale e digitalizza** l'esperienza col donatore e il management della raccolta fondi accelera, aiuta, semplifica, perciò devi preoccuparti di stare al passo coi tempi e i loro **strumenti di fundraising, di donor care e di gestione.**

Ma non rinunciare mai al mondo fisico per l'idea, che poi è un'illusione, di poter fare meno fatica e ottenere gli stessi risultati. Anzi, mettiamola così...

Quando ti accolli la fatica di stare in mezzo alla gente, **stai realizzando nel modo più compiuto il senso di fare raccolta fondi** una piccola o media organizzazione che sta nel proprio territorio:

stringendo relazioni, sfondando il muro della diffidenza, "osando" andare al sodo anziché aspettare che gli altri facciano da sè per il bene di tutti, immediatamente ti trovi a **condividere il senso di essere una comunità** che può muoversi unita verso il bene della collettività, anziché aspettare risposte dall'alto o impigrirsi sul divano.

Ma serve qualcuno che vada per strada a dirlo, a facilitarlo, a promuoverlo, quindi...

**vai!** Avanti tutta!

***Riccardo Friede per Officine Buone Cause***

[www.officinebuonecause.it](http://www.officinebuonecause.it)
