# "Sister Act": tra people raising, conflitto con il board e raccolta fondi!

> Nella rubrica Netgift, Liborio Sacheli rilegge Sister Act e il suo seguito con gli occhi del fundraiser. Come in un coro, il people raising mette insieme persone diverse attorno a un obiettivo comune comunicato fin dall'inizio; emerge anche il conflitto con chi guida l'organizzazione.

- Formato: Opinione
- Argomenti: Organizzazione e dirigenti, Donatori individuali
- Pubblicato: 16 febbraio 2022
- Autore: Redazione
- Indirizzo: https://fundraisingkmzero.it/fundraising/sister-act-tra-people-raising-conflitto-con-il-board-e-raccolta-fondi
- Licenza: CC BY-NC 4.0, citando Fundraising Km Zero

*Articolo dello chef du fund Liborio Sacheli. Grazie!*

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Sarà che per il sottoscritto il *Blue Monday* vero e proprio è quello dopo la settimana di Sanremo, quando ogni scusa è buona per cantare a squarciagola una o più canzoni della kermesse canora (i vicini ringraziano) ed evitare così di *mangiare cioccolata in un locale ed essere travolti da una vertigine sociale (semicit)*, e sarà che *Brividi* ce l’ho ancora in testa, così come quel “*baby ritorna da me*”, sta di fatto che questo episodio di **#netgift** non poteva non essere **a tema canoro**!

Sì lo so, di **Blues Brothers** *evribadinidsambadi* ha già parlato chiunque, e che dire del falso mito sulla performance dei Queen al *Live Aid*, riproposta nell’instancabile biopic ***Bohemian Rhapsody***? Insomma, gira che rigira, vita che avvita e *svita(ta)*, mi è venuto in mente quel film ambientato in un **convento**, con un **coro** e un**’algida madre superiora dagli occhi azzurri**.

Come? No! Non sto parlando de *Le Ali della vita*, con Sabrina Ferilli e Virna Lisi, bensì di *Sister Act, una svitata in abito da suora*, *starring* Whoopi Goldberg e Maggie Smith, e del suo sequel, *Sister Act 2 - più svitata che mai*.

Se nel primo film la star di Las Vegas Deloris Van Cartier si rifugia sotto protezione in un convento e riesce, durante la sua permanenza, a **risollevare le sorti della comunità prendendo le redini del coro** (con buona pace di suor Maria Lazzara) e arrivando a cantare [I Will Follow Him](https://www.youtube.com/watch?v=VPpd-6X3tEo) (sì, la ricordate anche voi!) davanti al Papa, nel seguito la nostra cara suor Maria Calz, Clarinehm, Claretta! **scongiura la chiusura della St. Francis Academy** portando alla vittoria il coro della scuola in una competizione della California, sulle note di [Joyful Joyful](https://www.youtube.com/watch?v=OaEH1e_DLm0).

Il personaggio interpretato dalla magistrale Whoopi Goldberg non si limita però a dirigere il coro... nossignore!

In entrambe le commedie assistiamo ad un’autentica azione di **people raising,** che in fondo **è come cantare in un coro**:

ogni persona ha la propria voce, la propria estensione e **abilità**, ma tutte hanno un **obiettivo comune**, ovvero cantare bene, in **armonia**. Hanno un compito ben preciso, che è stato comunicato loro sin dal principio, a cui applicarsi con dedizione, coraggio, e tanto entusiasmo! Non vi ricorda qualcosa?

A me fa pensare in piccolo ad un progetto in cui coinvolgiamo delle persone **spiegando bene loro di cosa dovranno occuparsi (*****e magari facendo una call*****)**, in grande alla sostenibilità dell’ente e alla necessità di far funzionare bene la macchina, ovvero la capacità di leggere i processi, unire i puntini e capire come valorizzare, nella gestione delle persone volontarie, i talenti, le attitudini e le peculiarità.

Chiaro, ci sarà sempre una persona calante o fuori tono, o [*Alma con le pile scariche*](https://www.youtube.com/watch?v=vChZ3_Z0DyM), ma anche quello fa parte del gioco!

E poi si sa, ad un certo punto dello spartito ci sarà sicuramente una **battuta d’arresto**, una **pausa**, e non sempre per riprendere fiato.

Se nel primo film questi momenti sono rappresentati dalle minacce per Deloris e dagli scontri con la madre superiora, nel sequel troviamo quello che è a tutti gli effetti un **conflitto con il board** della scuola, ovvero con il preside e con l’amministratore scolastico (che a me sa tanto di un direttore generale poco o per niente illuminato). Sin dalle prime presentazioni, quello che emerge è un voler **continuare ad utilizzare le solite metodologie didattiche**: in altre parole, “*abbiamo fatto così e continueremo a fare così*”.

Suor Maria Claretta ci sbatte la testa più volte: chiede un budget per comprare degli strumenti, ovviamente negato “perché non ci sono soldi”; prova a coinvolgere studentesse e studenti, che però considerano quel corso “ad uccello”, perché per superarlo basta semplicemente sorvolarlo (leggasi non fare nulla) e perché a loro “non interessa il nuovo giorno, il vecchio andava benissimo”; per fargli cambiare idea, commette l’errore di portare la classe di musica a sentire un concerto delle consorelle in una casa di riposo e dimentica le autorizzazioni dei genitori (**INFORMATIVA PRIVACY, CE LA RICORDIAMO?**).

Insomma, la nostra showgirl in tonaca ha tutte le buone intenzioni, ma fallisce continuamente. Fino a quando non arriva il vero conflitto: la **paventata chiusura della scuola**, perché i conti sono in rosso, i contributi della comunità sono a zero e non ci sono miglioramenti in campo didattico. Succede proprio quella cosa, **il problema, il conflitto nel viaggio dell’eroe**. Che si fa?

Si rispolverano stanze e mensole, si ritrova sé stessi, **si fanno i conti con la propria memoria storica**, e si scopre che in passato c’erano stati dei momenti di gloria, in cui fare bene quel che si sapeva fare aveva portato alla vittoria. **Momenti coerenti e credibili con la mission della scuola, in linea con i valori, la vision e il cambiamento che, quotidianamente, cerca di realizzare nella comunità.** Nessuna formula magica o beverone dimagrante in grado di snaturare il nostro ente, ma il **ripartire dal cuore dell’organizzazione, la mission e i beneficiari**. In maniera dirompente, certo, ma non bisogna per forza essere come suor Maria Claretta!

Ecco che avviene il miracolo: il preside autorizza la partecipazione del coro alla competizione canora (sarà stata la nostalgia del passato?), a patto che vengano firmate tutte le autorizzazioni e che si autofinanzino (questa frase suonerà familiare a qualche fundraiser).

Dopo **un’analisi dei costi e la stesura di un budget** per coprire le spese di viaggio, **la scuola si apre alla comunità e chiede aiuto** a suon di ***“your change can make a change”*** (da non tradurre mai con *i tuoi spicci ce spicciano casa*), organizzando un [concerto](https://www.youtube.com/watch?v=ZUO47gxrSys) nel cortile della scuola con tanto di pop corn e zucchero filato. Risultato?

Al netto delle spese e contro ogni aspettativa (del preside e dell’amministratore scolastico), le allegre sorelle di San Francisco raccolgono circa 1920 dollari, dimostrando che **tenendo bene a mente mission e beneficiari, è possibile sperimentare e fare qualcosa di nuovo**, anche dirompente, ché a volte accanto all’analisi, alla profilazione, alle tabelle dei range ci vogliono anche un po’ di incoscienza e di fortuna.

Perché ogni volta è così, tutto sembra insormontabile, ma parafrasando la canzone dei titoli di coda, **AIN’T NO MOUNTAIN HIGH ENOUGH FOR FUNDRAISERS!**

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## ***Cosa possiamo imparare da suor Maria Claretta e compagnia cantante?***

-   **Gestire le persone che donano il proprio tempo è impegnativo,** e farle cantare in armonia presuppone impegno, precisione e compiti ben precisi!
-   Può succedere di scontrarsi con la vecchia guardia o con chi nel **board la pensa diversamente** da noi: **arroccarsi sulle proprie posizioni non è d’aiuto, così come credere che il solo dialogo possa bastare**. Servono anche **risultati**, per cui cesti in spalla, ci sono dei fondi da trovare (magari attraverso qualche bando fino a quel momento ignoto all’organizzazione, un grant sconosciuto o il lascito che non ti aspettavi)!
-   Se ci dicono “sì è sempre fatto così”, nulla vieta di poter rispondere con “certo, ma si può fare anche così: quale dei due metodi è il più efficace ed efficiente?”. Anche qui, esempi pragmatici e risultati, e il dialogo potrebbe funzionare!
-   **Informativa e autorizzazioni per la privacy, SEMPRE!**
-   Possiamo anche essere creativi o fare qualcosa che non si è mai fatto, ma occhio a **tenere sempre bene a mente la mission e il cuore della nostra organizzazione, ovvero le persone beneficiarie**!

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**Sul film**

**SISTER ACT - Una svitata in abito da suora (1992)**

**SISTER ACT 2 - Più svitata che mai (1993)**

**Dove**: Disney Plus, parzialmente su youtube, o su vhs (nostalgia canaglia!)

**Durata**: 200 minuti circa entrambi i film, una serata di Sanremo per intenderci!

**Consigliato a chi** sente ancora le vibes degli anni ‘90 e deve ancora riprendersi dal [duetto](https://www.youtube.com/watch?v=vgymGaMn5lg) di Lauryn Hill e Tanya Blount.

**Curiosità**: in rete si trovano diverse iniziative di personal fundraising a nome di Sister Act, ma non sono tutte (con)sorelle!
