# Cos'è essere consulente di fundraising?

> Il consulente di fundraising è al fianco del cliente: condivide il percorso con direttivo, volontari e dipendenti, senza limitarsi a dire cosa fare. L'autore rifiuta l'approccio distaccato e racconta di aver consegnato di persona 20 cuori di ulivo ordinati da un donatore.

- Formato: Opinione
- Argomenti: Lavorare nel fundraising
- Pubblicato: 12 febbraio 2014
- Autore: Riccardo Friede
- Indirizzo: https://fundraisingkmzero.it/lavorare-nel-fundraising/cose-essere-consulente-di-fundraising
- Licenza: CC BY-NC 4.0, citando Fundraising Km Zero

**(Immagine: foto cuori ulivo per bambini betlemme)Cos'è essere consulente di fundraising? E' un lavoro, è una passione, è una missione?** E' tutte queste cose assieme forse (ed è anche divertente). Ma sopra a tutto c'è un mantra che ripeto tra di me ogni giorno prima e dopo gli appuntamenti coi clienti e le visite di conoscenza: il **consulente di fundraising è al fianco del cliente.** Un bravo consulente **condivide un percorso con l'organizzazione**, fa le cose assieme assieme al direttivo, ai volontari, ai dipendenti. Ho sentito consulenti (ma lo erano?) dire che *"io dico cosa fare e non un passo in più".* Sempre che questo approccio possa funzionare, non potrei essere più in disaccordo. Io credo che un bravo consulente di fundraising debba essere così dentro alle cose da **correre il rischio di innamorarsi della causa e dell'organizzazione che sta affiancando**. Proprio stamattina durante l'incontro settimanale da un cliente è arrivato un ordine di 20 cuori di ulivo per i bambini di Betlemme. Fatalità, il donatore abita a una decina di chilometri da una delle mie sedi di lavoro. Avevo molta fretta (Verona-Padova-Venezia in giornata) e potevo scegliere se dire al cliente "*spedisci con raccomandata*" o se caricarli in auto e allungare il tragitto. Ho scelto la seconda e non vi dico quanto ancora più bello mi sembri adesso il mio lavoro.
