# Le giornate di un fundraiser a chilometri zero

> Riccardo Friede descrive la giornata tipo di un fundraiser in una piccola organizzazione in avvio: ricerca sponsor, materiali grafici, ufficio stampa, riunioni, verbali e anche guidare il furgone. Chiede se in un ente con due dipendenti si possa dedicarsi solo alla raccolta fondi.

- Formato: Opinione
- Argomenti: Lavorare nel fundraising, Organizzazione e dirigenti
- Pubblicato: 26 maggio 2011
- Autore: Riccardo Friede
- Indirizzo: https://fundraisingkmzero.it/lavorare-nel-fundraising/le-giornate-di-un-fundraiser-a-chilometri-zero
- Licenza: CC BY-NC 4.0, citando Fundraising Km Zero

*\[ nota del 4 ottobre 2014: rileggere questo post a distanza di 5 anni fa un certo che... :D \]*

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**Cosa fa un fundraiser? Che lavoro é "fare fundraising" o "fare il fundraiser"?**

Premetto, questo é un "post di sfogo". Ma "sfogo" mica nel senso "Vomito a parole tutto lo stress che ho dentro per via del mio lavoro". Piuttosto é un modo di mettere nero su bianco (e condividere con te!) tanti pensieri generati dal mio lavoro, che devo far uscire per riordinare le idee.

Dunque, contestualizzato tutto [nella realtà in cui lavoro](http://www.villaggiosolidale.it "Fundraising km zero Riccardo Friede fundraiser del Villaggio Solidale di Mirano") (uno start-up, sia di progetto che di fundraising), riformulo la domanda iniziale: **com'è la giornata tipo di un "fundraiser a km zero"?**

<table><tbody><tr><td>Brevissima pausa: come forse avrai notato, non ho scritto alcun <strong>reportage sul Festival del Fundraising</strong>. Non è passato molto, ma in linea di massima credo che non tornerò sul tema. Il mio <strong>giudizio complessivo é: molto molto molto buono. E ti consigilio davvero di andarci</strong>. Metti da parte 500€, fattelo pagare dalla tua organizzazione, ancora meglio proponiti come volontario: basta che tu ci vada! :) Ma ti rimando ai bellissimi <strong>post di Virgina Tarozzi</strong> (<a href="http://bit.ly/l7KL4g">parte prima</a> e <a href="http://bit.ly/kopyvo">parte seconda</a>) per farti un'idea migliore!</td></tr></tbody></table>

**Eccoti una lista** *(parziale**)* **di quanto mi capita fare nello stesso giorno** (le combinazioni sceglile tu):

-   ricerca di sponsor per l'evento di inaugurazione delle prime strutture accessibili
-   elaborazione grafica materiali promozionali dell'evento di cui sopra
-   incontro con una persona interessata al progetto per via del figlio disabile
-   ufficio stampa
-   intervista su una tv locale (*e poi guardarsi col solito imbarazzo*)
-   riunione con il capo (*e non avere mai veramente finito)*
-   riunione con i partner di progetto
-   verbalizzazione delle riunioni *(e ping pong di mail per correzioni, integrazioni, approfondimenti...)*
-   guidare il furgone per ritirare una grossa donazione di mobili
-   cercare volontari che aiutino col trasloco
-   presentare il progetto ad una delle impresa leader mondiali nella progettazione e installazione di macchine profilatrici e impianti hi-tech completi per l'industria
-   disegnare la disposizione dei moduli delle cucine per il falegname *(che per altro probabilmente si arrangerebbe bene anche da solo)*
-   aiutare il falegname col montaggio di un letto a ponte
-   andare a conoscere gli assessori del comune di realizzazione del progetto
-   andare al convegno di Assifero a Roma
-   dividere un centinaio di lampade tra tutti gli alloggi in cui abiteranno le persone in difficoltà *(e scoprire che documento di trasporto e spedizione centrano poco l'uno con l'altra)*
-   studiare il bando regionale per la richiesta di contributi in materia di beni immobili non statali a carattere storico - monumentale
-   chiamare il Genio Civile di Venezia per metterci d'accordo su un sopralluogo al cantiere
-   andare a trovare in ospedale il genitore di cui al 3° punto, il figlio sta molto male
-   sentirsi dire un "Grazie" che ti strappa il cuore da una donatrice
-   intrattenersi 30 minuti con uno degli ospiti e spiegargli cos'è l'e-mail e come può usarla per cercare lavoro
-   preparare la documentazione per la deducibilità fiscale di varie donazioni in beni *(il che comporta sempre almeno una decina di chiamate con gli uffici amministrativi delle imprese donatrici, che raramente sanno di cosa si tratta)*
-   organizzare una visita guidata alle strutture per 10 persone
-   fare promozione in pizza con stand, volantini, ecc ecc
-   gestire le relazioni con EnelCuore
-   preparare la newsletter *(e essere sempre sul filo del rasoio)*
-   fare il nuovo set di foto per garantire il corretto avanzamento dei lavori *(e accorgersi mentre stampi che manca giusto quella stanza lì...)*
-   ricevere la visita inattesa di una signora di mezza età che ha perso il lavoro e non sa più che fare
-   spedire le lettere di ringraziamento per le donazioni ricevute *(e personalizzarli tutti a mano*)
-   recuperare un database corrotto
-   andare a prendere i figli del capo quando escono da scuola *(uno io e uno il capo!)*
-   incontrare una delle tante associazioni locali per capire come collaborare
-   fare il piano annuale di fundraising... *(e sapere che se il giorno "x" c'è la cantina allagata per una perdita d'acqua, niente é più importante di asciugarla...)*

**Allora ecco la domanda che sorge da sè: con tutto questo, posso definirmi ancora un fundraiser?**

E' la croce e delizia delle piccole organizzazioni: fare tutto diventa necessario. Perché la sponsorizzazione all'evento sta sullo stesso piano di montare i mobili di un appartamento in tempo per accogliere i suoi prossimi abitanti. Poche remore: se c'è da fare, si fa. La scopa e il telefono hanno la stessa importanza e lo stesso valore. Quando si é solo in 2 dipendenti, ancor di più.

**Nelle piccole organizzazioni non profit che lavorano nel locale, davvero una persona può dedicarsi in esclusiva alla raccolta fondi? E occuparsi di tante cose tutte assieme, come e quanto influenza i risultati del fundraiser?**

Discutiamone nei commenti. Inizia tu, la tua esperienza é fondamentale!
