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Fundraising: funzionerà? Chiediti prima se il tuo ente è adatto!

In Italia di fundraising si parla in modo strutturato e diffuso da una trentina di anni. Ci sono state 3 epoche della divulgazione, che rispondono a particolari riscontri di realtà:

  • prima epoca (anni ’90-2000): il fundraising è inteso come un set di tecniche di marketing massivo adattate per finalità diverse. Se conosci i numeri, i canali, sai quali sono gli investimenti e hai polmone finanziario per gestirli, funzionerà dappertutto. Primato alle tecniche.
  • seconda epoca (anni 2000-2020): visto che il fundraising non muove solo alcuni uffici e dipartimenti, allora tutta l’organizzazione – dal board in giù – deve comprenderlo e facilitarlo. Se conosci i metodi per organizzarlo, funzionerà. Le tecniche sono efficaci se accompagnate dalla formazione sul fundraising.
  • terza epoca (2020-oggi-domani): il fundraising non fa per tutti gli enti. Se funziona o non funziona, dipende da come “è fatto” l’ente: dalla sua cultura sull’imprenditorialità sociale, dalla qualità del clima e delle relazioni interne tra lo staff, dal grado di adesione alla mission in primis da parte di chi sta dentro l’ente. Tecniche e modelli non producono avanzamenti se prima non si cura la “salute organizzativa” dell’ente.

Cosa non sta funzionando? I fundraiser? Tecniche e modelli? Oppure… gli enti?

Dal 2000, in Italia il fundraising si è diffuso in particolare tra le piccole e medie organizzazioni, grazie al lavoro di promozione e applicazione svolto da un certo numero di professionisti che si sono rivolti alla dimensione territoriale e comunitaria della raccolta fondi.

Tutti ci si è dati da fare in enti estremamente difformi per struttura, settore, grado di esperienza nel fundraising, risorse economiche, col risultato che l’applicazione delle medesime tecniche e degli identici metodi si è rivelato efficace in situazioni disparate.

Non era nemmeno un tema di budget spendibile per le tecniche: era soprattutto un tema di accompagnamento degli enti a strutturare in modo ordinato ed efficace l’attività di raccolta fondi. Un lavoro quindi concentrato su modelli organizzativi e sulla formazione delle aree aziendali.

Resta però che una grande parte degli enti non profit non ce l’ha fatta ad inserire il fundraising tra le sue vie per la sostenibilità finanziaria e della mission.

Sembra insomma che con l’avanzare del tempo, a non funzionare siano sempre più stati gli enti.


Che cosa non sta funzionando negli enti? Perché rigettano il fundraising?

A volte qualcuno dice che è ancora una questione di insistere sulla formazione al fundraising. Più persone formi dentro l’ente e più a lungo, meglio funzionerà. Tuttavia, ogni giorno vediamo che:

  • gli staff sentono di non avere nè il tempo nè la possibilità materiale di dedicare le proprie energie ad altro di diverso dal lavoro principale;
  • le direzioni sono prese da priorità sempre nuove, sempre urgenti, su temi sempre più articolati e complessi non per la sostenibilità finanziaria, ma per la tenuta legale, amministrativa e gestionale dell’ente;
  • quelle 1-2 persone nell’ente che si occupano attivamente di fundraising, sono fagocitate dall’eccesso di impegno che infondono in attività diversissime, così come dall’eccesso di disimpegno di tutti coloro che gli stanno attorno.

Ci sono spinte fortissime dall’esterno che portano sempre più le persone dentro gli enti ad essere estremamente indaffarate, ma anche più scollegate tra di loro.


Vuoi avviare o consolidare il fundraising: come rendere l’ente adatto a farcela?

Le risposte oggi non sono pronte: non c’è la formula magica, la ricetta segreta, non ci sono i “10 passi” che ti permetteranno di risolvere facilmente tutto ciò.

La situazione è complicata perché riguarda direttamente le persone dentro l’ente: la loro motivazione, il loro desiderio e la loro voglia e capacità di stare assieme.

Certo non puoi restare in attesa che gli altri lì da te si arrangino a trovare una soluzione:

spetta a te, che dirigi l’ente, o che devi condurne la raccolta fondi, prepararti e dotarti delle conoscenze e delle competenze essenziali per condurre la tua organizzazione a diventare “il posto giusto” in cui avviare o rinforzare la raccolta fondi.

Ti invito per questo a FX2026, e in particolare alle sessioni di REMIX, che ho organizzato con la collaborazione di chi conosce questi problemi e i modi di gestirli fino alla risoluzione.

Ci vediamo a Bologna il 4-5-6 febbraio 2026!

Avanti tutta,

Riccardo

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