Sono le 03:00 di domenica 6 novembre. Mi scaldo con la stufetta elettrica mentre Silvia dorme a letto e la gatta dorme sul divano.
Ho proprio sonno e la settimana, nonostante il ponte, é stata un po’ stancante. Sentivo la necessità fortissima di finire questa cosa, per cui eccomi qua a scrivere, ringraziando il cielo che domani (anzi, oggi) è domenica!
La causa di questa nottata davanti al fido MacBook é il lancio di un’iniziativa di personal fundraising. Così “personal” che:
- riguarda me
- riguarda persone ed enti con cui ho legami strettissimi
- la mia faccia regge tutte le responsabilità legate a questa iniziativa (tu chiamalo se vuoi, “rischio per la reputazione”)
E’ un gioco molto divertente e molto serio, tutto basato sulla fiducia. E’ la seconda edizione di un’iniziativa di personal fundraising che due anni fa, quando ancora nemmeno sapevo bene come scrivere “fundraising”, ha avuto una felice riuscita.
Ed é sicuramente qualcosa di replicabile per tante, anzi tutte le piccole e medie organizzazioni non profit che operano nel locale.
Trovi tutto -> qui <- : ti chiedo solo 2 minuti per capire e altri 3 per agire. Vedrai, sarà un sollazzo! |
Io ci metto la faccia e molto volentieri. Ma, per confrontarci sul tema “fundraising e strategia”, sono curioso di sapere: tu, come fundraiser volontario o professionista, ce la metteresti?

Ciao, lo so che fa parte del gioco ma ho guardato i progetti, tutti molto belli, e mi fa male al cuore pensare che il mio voto ne escluderà due dalla possibilità di accedere alla raccolta fondi. Insomma, ti faccio i complimenti per aver costruito questa iniziativa e mi piacerebbe replicarla e promuoverla ma vorrei chiederti anche di aiutarmi a superare questo imbarazzo iniziale che forse potrebbe essere l'imbarazzo anche di altri. Se non ricordo male, qualche tempo fa ho visto on line che grandi aziende hanno messo, anche loro, in competizione dei progetti per accedere ad una donazione se non ricordo male. La cosa mi ha piuttosto infastidito. Mi rendo conto che tu non sei un'azienda e che non hai certamente esigenze collegate a politiche di RSI eppure mi resta lo stesso un po' di perplessità. Mi aiuti a capire meglio? Ciao e grazie. Miche
Il tuo commento mi piace tantissimo ed è davvero il caso di approfondire. Da cosa pensi nasca il tuo imbarazzo e quello che potrebbero provare altre persone? Dal fatto di escludere gli altri progetti, oppure dalla "pubblica esposizione"? Aiutami a centrare la questione, approfondirla é sicuramente interessante per molti. Grazie mille
Credo derivi per un terzo dalla circostanza che alcune meritevoli iniziative saranno escluse e per due terzi dal fatto che questa esclusione sia dichiarata pubblicamente. Come se si arrivasse a decretare, tramite il sigillo della maggioranza, la loro validità o utilità. Non so se mi sono spiegata.
Grazie a te per la risposta!
A proposito, puoi segnalarmi qualcosa da leggere su questa tecnica? Grazie ancora e buon inizio di settimana.
Capisco il tuo punto di vista. Credo che dipenda molto da come viene posta la questione, in questo senso: il fatto che io o tu o chiunque altro ci metta la faccia é di per sè buona garanzia del fatto che sono tutti progetti di qualità e parimenti meritevoli. La selezione serve a creare condivisione, partecipazione e "buzz" prima del lancio della raccolta fondi vera e propria e la vittoria di un progetto solo segue un criterio di efficienza, non di inclusione o esclusione: in altre parole, raccogliamo fondi per un progetto solo e raccogliamoli bene, così da coprire (almeno!) l'intero costo del progetto. Li trovi degli spunti utili?
Per leggere un po' di questa "tecnica" ti posso consigliare il libro "Nonprofit Internet Strategies: Best Practices for Marketing, Communications, and Fundraising Success" in cui c'è un capitoletto dedicato ad esempi sul genere, anche se é un po' datato e anche se, tutto sommato, un po' di web surfing nei siti di grosse onp ti può insegnare anche di più! Grazie mille, aspetto molto volentieri un tuo ri-commento!
Mi hai praticamente convinto, grazie per gli utili spunti. Ora voto! Ciao e buon lavoro.
Complimenti Frido, questa è davvero una bellissima attività di raccolta fondi, originale e sopratutto "dinamica". Rendere il donatore protagonista della scelta del progetto significa anche, a mio dire, far si che il donatore se ne innamori, che lo senta quasi come un figlio suo. Inoltre come accade per tutte le diverse buone cause che ci circondano, ognuno di noi dona se si sente in relazione con il progetto e i motivi sono i più disparati (nel progetto è coinvolto un amico, parente oppure la Buona causa "tocca nel profondo" il potenziale donatore, il tema trattato interessa il potenziale donatore, etc..). Rinnovo i miei complimenti Riccardo, da consulente spesso non si osa cosi tanto, ma credo che sia la strada miglire.
Mary
Ciao Mary, ti ringrazio tanto per le tue parole e ci tengo a precisare questo: realizzare "cose" come la Fridoiniziativa é semplice e alla portata di tutti. Le dinamiche che tu descrivi così bene possono essere prese per le briglie da qualsiasi organizzazione e per qualsiasi progetto, perché sono le dinamiche più vecchie del mondo e che funzionano sempre. Io ho una rete di relazioni ricca, ma sicuramente meno ricca di quella di tante altre persone che "mettendoci la faccia" potrebbero fare almeno altrettanto, sicuramente di meglio. Ma da apprendista fundraiser quale sono, credo che sia compito mio e di chi svolge la professione dare l'esempio. Si può fare, è divertente, é utile, é pulito. Quindi Mary, osiamo! 🙂 Grazie mille, a presto!