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Cos'è essere consulente di fundraising?

Il consulente di fundraising è al fianco del cliente: condivide il percorso con direttivo, volontari e dipendenti, senza limitarsi a dire cosa fare. L'autore rifiuta l'approccio distaccato e racconta di aver consegnato di persona 20 cuori di ulivo ordinati da un donatore.

di Riccardo Friede · · Lettura 1 minuto

foto cuori ulivo per bambini betlemmeCos’è essere consulente di fundraising? E’ un lavoro, è una passione, è una missione? E’ tutte queste cose assieme forse (ed è anche divertente). Ma sopra a tutto c’è un mantra che ripeto tra di me ogni giorno prima e dopo gli appuntamenti coi clienti e le visite di conoscenza: il consulente di fundraising è al fianco del cliente. Un bravo consulente condivide un percorso con l’organizzazione, fa le cose assieme assieme al direttivo, ai volontari, ai dipendenti. Ho sentito consulenti (ma lo erano?) dire che “io dico cosa fare e non un passo in più”. Sempre che questo approccio possa funzionare, non potrei essere più in disaccordo. Io credo che un bravo consulente di fundraising debba essere così dentro alle cose da correre il rischio di innamorarsi della causa e dell’organizzazione che sta affiancando. Proprio stamattina durante l’incontro settimanale da un cliente è arrivato un ordine di 20 cuori di ulivo per i bambini di Betlemme. Fatalità, il donatore abita a una decina di chilometri da una delle mie sedi di lavoro. Avevo molta fretta (Verona-Padova-Venezia in giornata) e potevo scegliere se dire al cliente “spedisci con raccomandata” o se caricarli in auto e allungare il tragitto. Ho scelto la seconda e non vi dico quanto ancora più bello mi sembri adesso il mio lavoro.

Come citare. Fundraising Km Zero (2014), «Cos'è essere consulente di fundraising?», fundraisingkmzero.it/lavorare-nel-fundraising/cose-essere-consulente-di-fundraising. Licenza CC BY-NC 4.0.