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Più donazioni, meno donatori: proposte pratiche per non finire gambe all’aria!

(Con molto amore e rispetto per i tori!)

La testata nazionale Vita Non Profit col suo 10′ Giving Report (l’indagine annuale sull’andamento delle donazioni e del fundraising in Italia) ha restituito un’evidenza solida e precisa sul trend delle donazioni degli ultimissimi anni:

in Italia il numero complessivo dei donatori sta scendendo, e tra chi resta c’è una maggiore propensione alla generosità attraverso il dono monetario.

Quando piove, siamo tutti uguali: in tal senso, questo fenomeno “donatori giù, donazioni su” riguarda tutti gli enti non profit, senza distinzioni particolari di dimensione, settore, anzianità.


Un andamento travolgente, come un toro arrabbiato (che ti guarda dritto negli occhi)

Certo, se per le organizzazioni grandi o grandissime questo andamento è fonte di pensiero, ma non di vera preoccupazione, per le organizzazioni più piccole un andamento di questo tipo dovrebbe mettere in allarme: infatti, nella prospettiva di 3-5 anni gli effetti potrebbero rivelarsi travolgenti per la sostenibilità economica delle attività degli enti di dimensioni minori, tanto più sono dipendenti dalle attività di raccolta fondi da persone fisiche, imprese e altri soggetti privati.


Se il toro è rosso di rabbia e ti guarda dritto negli occhi, cosa fai?

Delle due l’una…

o provi a scansarti, e facilmente inciamperai, finendo a gambe all’aria, così come la sostenibilità finanziaria del tuo ente, in un goffo tentativo di fuga dalla realtà. Oppure,

restituisci lo sguardo all’animale, e sorprendi il toro prendendolo per le corna (in senso figurato, certo!) stabilendo un equilibrato rapporto di forza tra le parti (e cavandotela anche questa volta, con un sacco di nuove lezioni imparate e di ulteriori abilità apprese).


Cosa puoi fare per padroneggiare la situazione e non finire a gambe all’aria di fronte all’andamento preoccupante delle donazioni?

Avendo a cuore che le organizzazioni di piccole e medie dimensioni possano portare avanti a lungo i propri progetti e attività istituzionali, il consiglio numero uno è aggiornare e rinnovare l’impostazione e lo svolgimento delle tue attività di raccolta fondi.

Di seguito ti indichiamo alcuni ambiti assolutamente prioritari sui quali puoi intervenire già nei prossimi mesi, con benefici importantianche immediati – per l’andamento della tua raccolta fondi.

1# COMUNICAZIONE: presenta meglio le tue proposte e i tuoi appelli

Il terzo settore comunica bene le sue proposte? Spiace dirlo ma, pur senza fare di tutta l’erba un fascio… NO! Le piccole e medie organizzazioni non sanno comunicare bene le proprie proposte, e purtroppo in una miriade di casi:

la qualità comunicazione è carente quando si parla di campagne di tesseramento, degli appelli a donare, della proposta di prodotti solidali, della promozione di eventi di raccolta fondi, delle attività di ricerca volontari

Detto in altri termini: i donatori si perdono e non si trovano prevalentemente a causa di una comunicazione non adeguata.

Dunque, che fare? Semplicemente: sana umiltà e una rigorosa revisione dei vostri materiali di comunicazione per la raccolta fondi.

E’ un’attività che puoi svolgere in proprio, se sei capace di non lasciarti guidare dai tuoi gusti e dalle tue impressioni, o da quelli di altri con te…

oppure, puoi sottoporre i materiali della tua organizzazione a un check-up svolto da veri Esperti in fundraising per le piccole e medie organizzazioni!

2# CURA DEI DONATORI: diventa “cintura nera”!

Bisogna capire: perché i donatori “vanno giù”? Un certo calo è fisiologico, non esiste organizzazione (neanche quelle grandi, per capirci) che non rilevi la perdita di donatori. Tuttavia, quando questa perdita assomiglia a un’emorragia che si protrae per anni e anni, allora bisogna verificare qual è il grado di organizzazione e preparazione dell’ente nella cura dei donatori.

Le piccole e medie organizzazioni devono essere “cintura nera” nella cura dei donatori! Infatti, sono proprio loro a mantenere solida e continua la raccolta fondi, quando invece trovare nuovi donatori è un’impresa assai ardua e – al giorno d’oggi – rischiosa.

Per “cura dei donatori” si intende: dargli un benvenuto speciale alla prima donazione + ringraziarli tempestivamente ogni volta che donano + lavorare di anticipo per prevenire la loro uscita dalle fila dei sostenitori + tentare di recuperarli quando comunque escono dal bacino di chi ti sostiene + fargli proposte di rinforzo e di aumento della loro donazione (incluse le proposte di donazione regolare).

Il fatto è questo: più volte e più a lungo una persona dona e riceve il giusto e meritato riconoscimento, più si abitua a ripetere le sue donazioni e più è felice di essere fedele alla tua organizzazione!

Se vedi ringraziamenti che restano indietro, donatori che scappano e non ne capisci il motivo, non solo “donatori giù” ma anche “donazioni giù”, allora… devi farti dare una mano a livello pratico e operativo!

Puoi affidare ad Esperti in cura dei donatori la gestione gentile, puntuale ed efficace del tuo database sostenitori, naturalmente a regola di legge e all’insegna dell’etica professionale: valuta le proposte di Officine Buone Cause e richiedi approfondimenti!

3# AFFIDA & SPECIALIZZA: libera il TUO tempo per ottenere migliori risultati

Lo sappiamo: sei tu a fare tutto! Al massimo, lì con te c’è un’altra persona, facciamo due al limite, che con te condivide le gioie e le fatiche della raccolta fondi. Per lavorare meglio e ottenere di più, lo sai già cosa ti servirebbe: un collega in più!

Tuttavia, per una piccola o media organizzazione assumere personale non è certo una passeggiata di salute (qui trovi un articolo di approfondimento su questo tema).

Devi allora ragionare largo, ma anche “corto”: individua quali sono i mesi dell’anno, o le particolari campagne, che ti rendono la vita impossibile, e la raccolta fondi ingestibile. Fatto? Bene!

Ora, puoi valutare due opzioni totalmente diverse, ma in ambo i casi limitate a quel periodo o a quelle campagne e attività:

  • TOGLITI DEL PESO: chiedi a terzi di prendere in gestione quello che ti sovraccarica e che però non coltiva direttamente le opportunità di raccolta fondi prioritarie e decisive (così ti liberi il tempo e l’energia, e le coltiverai tu). Oppure,
  • CHIAMA UNO SPECIALISTA: chiedi a terzi di darti man forte su quel che ancora non padroneggi, che ti riesce psicologicamente faticoso, che va fatto a regola d’arte. Tu continuerai a gestire il resto, ma metterai l’esecuzione materiale di quelle attività in mano a chi prova soddisfazione e piacere nel realizzarla al meglio delle proprie capacità!

Rileggi: non devi assumere qualcuno! Il tuo obiettivo deve essere un altro: libera il tuo tempo!

Allora, puoi prendere con te un “FUNDRAISER A TEMPO” che ti aiuterà concretamente a raggiungere i risultati materiali ed economici a cui ambisci (fosse anche solo per 1 mese = 30 giorni!).


In conclusione: viste da vicine, le corna del toro vogliono il tuo bene!

Forse il toro di guarda truce e ti corre incontro per darti un messaggio? Ma si, forse si!

Il messaggio del toro sembra essere: è ora di cambiare!

Per il bene della tua raccolta fondi, e cioè dei progetti della tua organizzazione e cioè per il bene della comunità e della causa che avete scelto di servire!


Per confronti, approfondimenti e richieste sulla tua prossima mossa vincente, contattaci:

041 8876687 / info@officinebuonecause.it / oppure compila questo form di contatto.

Avanti tutta!

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